7 INGREDIENTI DI ORIGINE ANIMALE CHE SI NASCONDONO NEI PRODOTTI COMUNI
A prima vista, per chi ha scelto un’alimentazione vegan, potrebbe sembrare molto semplice evitare nella propria dieta prodotti di origine animale.
Amate gli animali: Dio ha donato loro i rudimenti del pensiero e una gioia imperturbata. Non siate voi a turbarla, non li maltrattate, non privateli della loro gioia, non contrastate il pensiero divino.
Uomo, non ti vantare di superiorità nei confronti degli animali: essi sono senza peccato, mentre tu, con tutta la tua grandezza, insozzi la terra con la tua comparsa su di essa e lasci la tua orma putrida dietro di te; purtroppo questo è vero per quasi tutti noi.
(Fëdor Dostoevskij).
A prima vista, per chi ha scelto un’alimentazione vegan, potrebbe sembrare molto semplice evitare nella propria dieta prodotti di origine animale.
L'allevamento di bestiame si porta via il 60% della totalità dei terreni fertili disponibili, e un terzo del cibo che produciamo se ne va per sfamare animali destinati al macello. Per quanto a molti possa dispiacere, sappiamo che una dieta a base di insetti risolverebbe parte del problema, ma in quale misura, esattamente?
Sono 289 i cani ed 80 i gatti sterilizzati negli ultimi 2 anni a Lampedusa nell’ambito del progetto di riduzione e controllo del randagismo attuato dall’Asp di Palermo in collaborazione con la locale Amministrazione comunale e le Associazioni animaliste, mentre sono 400 i prelievi di sangue effettuati per il controllo della Leishmania e delle malattie da zecche.
Le proteine non sono contenute unicamente negli alimenti di origine animale. Anche i prodotti vegetali infatti ne sono ricchi. Con una dieta a base vegetale correttamente bilanciata è possibile assicurarsi il quantitativo di proteine necessario al fabbisogno quotidiano del nostro organismo, che può variare soprattutto a seconda dell'età e del peso corporeo.
Sarebbero almeno 60 milioni i piccoli animali da compagnia in Italia, ormai membri a tutti gli effetti delle nostre famiglie.
Sì, l'olio di palma è dannoso per l'ambiente. Le cifre che si leggono sono spesso diverse, ma l’aumento della sua produzione sta certamente contribuendo alla distruzione di grandi fette di foresta, soprattutto in Indonesia e Malesia, i due maggiori produttori.
Tra qualche anno il nostro vocabolario subirà drastici cambiamenti, se la piccola startup britannica Skipping Rocks Lab riuscirà a commercializzare su larga scala le sue bolle d’acqua per ridurre l’utilizzo di imballaggi in plastica.
Ogni anno, in media, una persona utilizza più di 200 sacchetti di plastica che possono impiegare dai 100 ai 400 anni per degradarsi nelle discariche. E non solo. Milioni di tonnellate di sacchetti finiscono nei fiumi e negli oceani compromettendo la salute dell'ambiente e distruggendo l'habitat naturale di molti animali.
Sempre più persone scelgono di non mangiare carne e prodotti di origine animale, e se all’inizio mangiare fuori poteva essere un problema, ormai i ristoranti che offrono piatti privi di ingredienti animali nel proprio menù sono numerosi.